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IDEE CHE ANNIENTANO LE IDEE – PARTE 2

IDEE CHE ANNIENTANO LE IDEE – PARTE 2

Ogni giorno, noi di Huulke, ci confrontiamo con start up che si focalizzano su principi che reputano necessari per tutelare il loro lavoro e che, invece, si rivelano assolutamente dannosi.

Nell’articolo precedente ho analizzato le prime due idee che annientano le idee, concentrandomi sulla fase di incubazione di un progetto digitale.Ma il pericolo dei falsi miti è sempre dietro l’angolo, anche quando il concetto viene sviluppato in un’app. Nelle righe che seguono, vi presenterò le principali trappole mentali che mettono a serissimo repentaglio la costruzione e il perfezionamento del prodotto. Eccole:

  1. “Il prodotto è perfetto così!” – Scendete dal piedistallo. Essere arroccati sulle vostre convinzioni è sconveniente. Se credete che un’idea possa cambiare il mondo, ma del mondo non ve ne frega una mazza beh, preparatevi a una figuraccia tipo quello del Brasile contro la Germania ai mondiali del 2014 (7-1 per i teutonici). Mettersi in discussione è una regola aurea. Digitalmente parlando, viviamo in un’evoluzione continua, e la tecnologia è uno dei panorami più rapidi e incisivi in fatto di cambiamenti. Come spiegavo in questo articolo, perché un’idea funzioni deve essere aperta, deve cioè circolare tra il pubblico per venire promossa e per comprenderne la qualità migliorandola. Non basta però proporla e poi fregarsene dei ritorni che si ottengono. Occorre saper ascoltare ed essere disposti a un certo grado di elasticità per modellare il progetto in funzione dei desideri del target e dei continui mutamenti del mercato. Ed è ancora più necessario osservare, una competenza importantissima capace di slegarvi dalla percezione che una volta prodotta l’applicazione il lavoro sia finito. Niente affatto, è solo all’inizio! Per quanto possano essere corrette e rivoluzionarie le idee, non si può prescindere dalla fluidità del prodotto. Ce lo insegna un mostro come Amazon che qualche hanno fa ha aperto il suo Store API, fiutando un nuovo business alle porte. Una marea di aziende produttrici di software, anche grandi, avevano difficoltà nel distribuire e vendere i propri prodotti perché non dotati di sistemi e-commerce efficaci e di una rete globale. Ed ecco che il gigante di Seattle è corso in loro soccorso lanciando un marketplace apposta. E non finisce qui. Uno dei motivi che ha fatto (e continua a fare) di Amazon una delle aziende più ricche in assoluto, è la sua tendenza a leggere la realtà a proprio favore. Quest’anno è nata WorkMail, un servizio per attirare le aziende verso la sua area di cloud computing e integrare i servizi di AWS (Amazon Web Service). Ognuno dei passaggi rappresenta un’evoluzione della filosofia che ha mosso Jeff Bezos: rendere popolare il commercio on-line, strutturando l’offerta secondo le nuove richieste che si presentano continuamente. Cosa ci insegna questa storia? Che società vincenti mica si fermano sul nastro di partenza. Amazon si è trasformata, non ha consumato il suo business irrigidendosi sul commercio di libri in internet. Ha espanso verso nuove occasioni e possibilità. Si deve cambiare rispondendo ai bisogni del mercato, adattandosi fluidamente alla realtà che ci circonda. Considerate il vostro prodotto come qualcosa di perennemente imperfetto, che deve essere sempre migliorato.
  2. “Chi fa da sé fa per tre” – Potete avere l’idea migliore di sempre ma per metterla in campo dovete farvi aiutare. Arrangiarsi è uno cosa sciocca per due motivi: perché è impossibile sopperire da soli alla marea di competenze diverse che concorrono al prodotto; perché un team ben assortito risolve i problemi. A qualche anno dal lancio, i padri di Airbnb si accorsero che la loro app non riusciva a crescere. Indagarono a fondo per comprenderne il motivo e, seguendo i suggerimenti dei punti precedenti (chiedere alle persone e osservare la realtà), notarono che moltissime foto degli alloggi erano… Brutte. Tutto qui. Il dilettantismo degli scatti scoraggiava le prenotazioni. Allora assunsero fotografi professionisti e li misero a disposizione degli affitta-camere. Presentando a dovere gli ambienti, gli affari di Airbnb tornarono allo splendore. Quello delle fotografie era un aspetto inizialmente sottovalutato che si rivelò, invece, decisivo. Ampliare il team aggiungendo figure dedicate a un’area apparentemente secondaria fu una dettaglio efficace. Circondarvi di professionisti e colleghi a supporto è sempre la scelta più opportuna. Le cose importanti si costruiscono insieme.

Ricapitolando: rendete pubblica l’idea e ascoltate le esigenze del vostro target; pensate all’applicazione come qualcosa che introduca vantaggi e novità, ancora meglio se entrambi (leggi l’articolo); concettualizzate il prodotto in modo fluido, predisponendovi a cambiare per rispondere al mercato; apritevi alla collaborazione senza avere la supponenza di poter fare tutto da soli.

Detto ciò, ogni volta che nella vostra testa risuona una delle 4 idee che annientano le idee, deve scattare l’allarme. Non cadete in trappola e se proprio succede, cercate di tirarvene fuori a tutti i costi. Ma ora che vi è chiaro, sarà molto più semplice riuscirci.

See ya digitals!

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